Copertine dei libri di Liliana Lanzardo

Liliana Guazzo Lanzardo

Nella biografia di Liliana Lanzardo si affiancano due attività che nulla sembrano avere in comune. La ricerca storico sociologica, dove l’analisi della realtà sociale è sviluppata con forte attenzione alla metodologia; e la produzione artistica nella quale vivono esseri di fantasia che hanno ben poco i piedi piantati nella realtà. Tuttavia il suo lavoro storico e artistico hanno in comune  l’aspirazione a far emergere quello che di più interiore,  libero  e nascosto vi è nell’essere umano e nella sua storia. 

La professione: Si è dedicata giovanissima alla militanza politica e a Torino è stata tra  i fondatori della rivista “Quaderni Rossi”collaborando alle iniziative del gruppo attivo sino al 1968.  L’impegno  politico e sociale ha coinciso con la sua attività di ricerca e insegnamento nei quali ha voluto dare alla “gente comune” e ai militanti, il ruolo di protagonisti nella ricostruzione della storia, attraverso le loro testimonianze,  nel suo lavoro in università  a Torino, alla Scuola di Sociologia per laureati di Milano e dal 1975 al 1999 come docente di “Metodologie sociologiche” e “Metodologia della ricerca storica” all’Università di Trieste. Agli  studi sulla classe operaia e i partiti ha unito quelli su tematiche sociali  (l’alcoolismo, la maternità, le ostetriche, gli immigrati…) utilizzando insieme le fonti orali e documentarie, le immagini fotografiche e le opere d’arte pittoriche.   

L’attività artistica: Pur dedicandosi soprattutto all'insegnamento, ha mantenuto un rapporto con l'arte frequentando il corso di nudo all'Accademia di Torino con Scroppo e i corsi alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, esponendo i propri lavori in tre mostre personali e in diverse collettive. Inoltre ha pubblicato tre libri di favole per bambini e adulti, con propri testi ed acquarelli, Il viaggio dell'Idea; La Vanità vola bassa (secondo premio Città dei Cigni, Austria, 2004; Caro amico ti scrivo da lontano (premio della giuria, Città dei Cigni Austria, 2008). Da alcuni anni oltre ad acquarelli e dipinti ad olio e tecniche miste, ha prodotto sculture in ceramica (una di esse ha vinto il secondo premio nazionale 'Libri mai mai visti' di Russi, Ravenna 2003). E' inserita come Guazzo Lanzardo nel Catalogo d'Arte Moderna Mondadori dal 2004 e nel Catalogo degli scultori Mondadori 2006. Da queste opere emerge una realtà immaginaria popolata di figure lievi dallo spirito trasparente e leggero (anche quando sono fatte d'argilla), che potrebbero aleggiare invisibili attorno al mondo degli uomini o rappresentare esse stesse l'interiorità dell'animo umano.